Storia e Politica 1/2026

Storia e Politica

Storia e Politica rivista quadrimestrale: XVIII, n.1 gennaio-aprile 2026.

 
EISSN online : 2037-0520
 
 

Ricerche/Articles

Leonardo Masone, Università degli Studi di Bari; ORCID: 0009-0007-4792-1009; DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.01 

AGAMENNONE E LO SPAZIO POLITICO NELL’ILIADE. CONSIGLIO E ASSEMBLEA NEL RACCONTO OMERICO

 Parole chiave: Iliade, Boulé, Agorà, Agamennone, società greca arcaica.

Nel vasto corpus di studi politici sull’Iliade, molta attenzione è stata dedicata al ruolo dei governanti e ai loro contributi individuali. Agamennone, Achille, Nestore, Ulisse: eroi che personificano la virtù e un aspetto rintracciabile nell’educazione dell’aristocrazia, emersa come gruppo sociale e politico già prima dell’VIII secolo a.C., quando Omero raccolse i numerosi racconti che circolavano nei vari ambienti greci. Tuttavia, questi governanti istituirono fori di discussione e di decisione che non dipendevano mai dalla scelta di un singolo uomo al comando. L’Assemblea, e ancor più il Consiglio, rappresentano istituzioni politiche di notevole importanza nel contesto generale della guerra di Ilio. Questi organi istituzionali offrono anche spunti storici che non vanno sottovalutati.

(AGAMEMNON AND THE POLITICAL DIMENSION IN THE ILIAD. COUNCIL AND ASSEMBLY IN THE HOMERIC TALE)

Keywords: Iliad, Boule, Agora, Agamemnon, Archaic Greek society.

In the vast body of political studies on the Iliad, much attention has been paid to the role of rulers and their individual contributions. Agamemnon, Achilles, Nestor, Odysseus: heroes who personify virtue and an aspect traceable in the education of the aristocracy, which emerged as an emerging social and political group even before the eighth century BC, when Homer collected the numerous tales circulating in various Greek circles. However, these rulers established forums for discussion and decision-making, which never depended on the choice of a single man in command. The Assembly, and even more so the Council, represent political institutions of considerable importance in the overall context of the war at Ilium. These institutional bodies also offer historical insights that should not be underestimated.

Flavio Silvestrini, Università degli Studi di Roma Tre; ORCID: 0000-0002-0684-2669; DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.02

WEAPON OF MASS DISTRACTION: KANT AND THE «MENDACIOUS PUBLICITY» OF BRITISH GOVERNMENT

Keywords: Kant, Kingdom of Great Britain, Parliamentarism, Publicity, Republicanism.

The two formulations of publicity developed by Kant in Perpetual Peace are deeply indebted to the critical analysis of the British government that Kant conducts during the same period. Since the Glorious Revolution and throughout the eighteenth century, the British monarchy was able to deceive the people, with the support of a corrupt parliament, spreading a mendacious narrative about itself and the fundamental laws of the state. By showing how political power can convert publicity into a weapon of mass distraction, Kant outlines a realistic way to implement republicanism: genuine parliamentary publicity, in which representatives act as guarantors of the people, thereby helping to avert war and revolution, the two most treacherous fractures between politics and right.

UN’ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: KANT E LA “PUBBLICITÀ MENDACE” DEL GOVERNO BRITANNICO

Parole chiave: Kant, Regno di Gran Bretagna, Parlamentarismo, Pubblicità, Repubblicanesimo

 Gli sviluppi delle due formulazioni della pubblicità nella Pace perpetua sono strettamente connessi alla critica del governo britannico che Kant porta avanti negli stessi anni. Dalla Gloriosa rivoluzione e per tutto il diciottesimo secolo, la monarchia britannica è stata in grado di ingannare il popolo, con il supporto di un parlamento corrotto, diffondendo una narrazione falsa di se stessa e delle norme fondamentali dello stato. Verificando come la pubblicità possa essere distorta dal potere politico in un’arma di distrazione di massa, Kant elabora una via possibile per il repubblicanesimo: una vera pubblicità parlamentare, dove i rappresentanti agiscano come difensori del popolo e al fine di evitare la guerra e la rivoluzione, le due più temibili fratture tra diritto e politica.

Alessandro Dividus, Università degli Studi di Torino; ORCID: 0000-0003-4481-7939; DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.03

EVOLUZIONISMO, IDEALISMO E POLITICA SECONDO LE INTERPRETAZIONI DI ALCUNI ESPONENTI DEL BRITISH IDEALISM

Parole chiave: Idealismo, Darwinismo, Politica, Jones, Ritchie.

Questo saggio esamina l’intersezione tra la teoria evoluzionistica e l’idealismo britannico attraverso l’analisi comparativa di Henry Jones e David George Ritchie, due figure centrali della filosofia idealista di fine Ottocento. Affrontando la ricezione delle idee darwiniane all’interno di una cornice idealista, lo studio esplora come entrambi i pensatori abbiano cercato di conciliare l’evoluzionismo scientifico con lo sviluppo etico e spirituale. Gli scritti di Ritchie – in particolare Darwinism and Politics (1891) e Darwin and Hegel (1893) – reinterpretano i concetti darwiniani di variazione, ereditarietà e selezione naturale attraverso le categorie hegeliane di identità e differenza, integrando così la biologia in un processo dialettico più ampio. Jones, a sua volta, traduce i principi dell’evoluzione in termini morali e civici, enfatizzando l’amore e la punizione come strumenti di progresso spirituale e sociale. Il saggio sostiene che, per entrambi i filosofi, l’evoluzione trascende i meccanismi biologici per diventare un processo morale e politico, in cui la coscienza umana trasforma il determinismo naturale in libertà riflessiva. Questa sintesi ridefinisce la nozione di progresso come evoluzione civilizzatrice dello spirito, in cui convergono scienza, religione e filosofia. In definitiva, il dialogo tra Jones e Ritchie illustra come l’idealismo britannico abbia reinterpretato il darwinismo non come una minaccia, bensì come un’opportunità per articolare una visione olistica dello sviluppo umano che integri natura, moralità e ordine sociale.

(EVOLUTIONISM, IDEALISM, AND POLITICS ACCORDING TO THE INTERPRETATIONS OF SOME EXPONENTS OF BRITISH IDEALISM)

Keywords: Idealism, Darwinism, Politics, Jones, Ritchie.

This paper examines the intersection of evolutionary theory and British Idealism through the comparative analysis of Henry Jones and David George Ritchie, two central figures of late nineteenth-century idealist philosophy. By addressing the reception of Darwinian ideas within an idealist framework, the study explores how both thinkers sought to reconcile scientific evolutionism with ethical and spiritual development. Ritchie’s writings – particularly Darwinism and Politics (1891) and Darwin and Hegel (1893) – reinterpret Darwin’s concepts of variation, inheritance, and natural selection through Hegelian categories of identity and difference, thus integrating biology into a broader dialectical process. Jones, in turn, translates the principles of evolution into moral and civic terms, emphasizing love and punishment as instruments of spiritual and social progress. The paper argues that for both philosophers, evolution transcends biological mechanisms to become a moral and political process, wherein human consciousness transforms natural determinism into reflective freedom. This synthesis redefines the notion of progress as the civilizing evolution of spirit, in which science, religion, and philosophy converge. Ultimately, the dialogue between Jones and Ritchie illustrates how British Idealism reinterpreted Darwinism not as a threat, but as an opportunity to articulate a holistic vision of human development that integrates nature, morality, and social order.

Federica Falchi, Università degli Studi di Cagliari; ORCID: 0000-0002-1325-3061;

DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.04

L’EREDITÀ MORALE E POLITICA DI MAZZINI NEL SOCIALISMO RIFORMISTA DI ARGENTINA BONETTI ALTOBELLI

Parole chiave: Bonetti Altobelli, Mazzini, braccianti agricoli, suffragio, socialismo, questioni sociali, questioni femminili.

Bonetti Altobelli, Argentina, fu una figura di spicco del socialismo e del sindacalismo italiano nella prima metà del XX secolo. Si impegnò attivamente nella lotta per i diritti dei lavoratori agricoli, e in particolare delle lavoratrici, soggette a condizioni di vita e di lavoro peggiori rispetto ai colleghi uomini. Questo saggio esplora le radici ideologiche che contribuirono alla formazione del pensiero e dell’azione politica di Bonetti Altobelli, sostenendo che esse affondano principalmente nel pensiero mazziniano e nel socialismo riformista promosso in Italia da Turati e Kuliscioff. Dopo aver analizzato il suo quadro concettuale, i suoi obiettivi e gli strumenti utilizzati per raggiungerli, si giunge alla conclusione che il pensiero e l’azione di Bonetti Altobelli furono il risultato della sua capacità sincretica, che le permise di fondere il pensiero mazziniano e il socialismo riformista in un originale quadro intellettuale.

(MAZZINI’S MORAL AND POLITICAL LEGACY IN ARGENTINA BONETTI ALTOBELLI’S REFORMIST SOCIALISM)

Keywords: Bonetti Altobelli, Mazzini, farm laborers, suffrage, socialism, social issues, women’s issues.

Argentina Bonetti Altobelli was a leading figure in Italian socialism and trade unionism during the first half of the 20th century. She was active in the campaign for the rights of agricultural workers, and particularly for female workers who were subjected to worse living and working conditions than their male counterparts. This essay explores the ideological roots that contributed to the formation of Bonetti Altobelli’s political thought and action, arguing that these are primarily rooted in Mazzinian thought and the reformist socialism promoted in Italy by Turati and Kuliscioff. Having analysed her conceptual framework, her objectives and the tools used to achieve them, the conclusion reached is that Bonetti Altobelli’s thought and action were the result of her syncretic ability, which enabled her to fuse Mazzinian thought and reformist socialism into an original intellectual framework.

Stefania Ecchia, Università degli Studi di Salerno

ORCID: 0000-0003-3663-0728; DOI: DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.05

LA COMMISSIONE EUROPEA DEL DANUBIO: UN LABORATORIO DI GOVERNANCE INTERNAZIONALE NELL’EUROPA DEGLI IMPERI, 1856-1914

Parole chiave: Commissione Europea del Danubio, cooperazione internazionale; governance sovranazionale, libera navigazione, Ottoman Empire.

L’articolo analizza il ruolo della Commissione Europea del Danubio (1856-1914) nella costruzione di uno spazio europeo di cooperazione istituzionale, che abbracciò anche l’Impero ottomano. Attraverso fonti primarie dell’Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, il lavoro mostra come la CED, nata come organismo tecnico temporaneo, si sia trasformata in un’istituzione dotata di poteri quasi-sovrani — legislativi, esecutivi, giudiziari e finanziari — capaci di produrre beni pubblici che trascesero gli interessi delle singole Potenze fondatrici. L’innovazione della CED non risiede nella forma istituzionale, già sperimentata sul Reno, bensì nella portata dei poteri acquisiti e nella capacità di incanalare le rivalità imperiali in un quadro di regole condivise, costituendo un laboratorio pionieristico di governance internazionale.

(THE EUROPEAN DANUBE COMMISSION: A LABORATORY OF INTERNATIONAL GOVERNANCE IN EMPIRE-LIKE EUROPE, 1856–1914)

Keywords: European Commission of the Danube; international cooperation; international governance; freedom of navigation; Ottoman Empire

This article examines the role of the European Commission of the Danube (1856-1914) in the construction of a European space of institutional cooperation, which also encompassed the Ottoman Empire. Drawing on primary sources from the Italian Diplomatic Historical Archive (ASMAE), the study shows how the Commission, originally a temporary technical body, progressively evolved into an institution endowed with quasi-sovereign powers — legislative, executive, judicial and financial — capable of producing public goods that transcended the interests of the individual founding Powers. The innovation lay not in the institutional form, already tested on the Rhine, but in the scope of the powers acquired and in the ability to channel imperial rivalries into a shared framework of rules, constituting a pioneering laboratory of international governance.

Studi e interpretazioni/Studies and Interpretations

Domenico Mazza, Università degli Studi di Messina; ORCID: 0009-0008-4420-225X;

DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.06

DALLE CARTE DI LOSANNA: IL CIRA E LA “ZONA GRIGIA” DELLA STORIOGRAFIA MUSSOLINIANA

Parole chiave: Benito Mussolini, Luigi Bertoni, Anarchismo, CIRA, Fascismo.

Questo articolo esamina la complessa relazione ideologica e militante tra Benito Mussolini e l’anarchico Luigi Bertoni durante gli anni dell’“esilio svizzero” (1902-1904). Analizzando fonti primarie conservate presso il Centre International de Recherches sur l’Anarchisme (CIRA) di Losanna, la ricerca evidenzia la persistenza di linguaggi e metodi di matrice libertaria – come l’azione diretta e il volontarismo minoritario – nella formazione del futuro leader del fascismo. Lo studio si concentra in particolare sulla discrepanza tra la documentazione contemporanea del 1903 e la successiva narrazione elaborata da Bertoni nel 1942. Quest’ultima, nonostante gli errori cronologici, rivela un tentativo di “espropriazione culturale” volto a rivendicare l’autonomia dell’anarchismo dal parassitismo metodologico di Mussolini. L’articolo si conclude esaminando il dottorato onorario conferito a Mussolini nel 1937, interpretandolo come l’esito finale di un’amnesia istituzionale, in contrasto con la fragile memoria militante conservata negli archivi di Losanna.

(FROM THE LAUSANNE ARCHIVES: CIRA AND THE “GREY ZONE” OF MUSSOLINI’S HISTORIOGRAPHY)

Keywords: Benito Mussolini, Luigi Bertoni, Anarchism, CIRA, Fascism.

This paper examines the complex ideological and militant relationship between Benito Mussolini and the anarchist Luigi Bertoni during the years of “Swiss exile” (1902–1904). By analyzing primary sources held at the Centre International de Recherches sur l’Anarchisme (CIRA) in Lausanne, the research highlights the persistence of libertarian-rooted languages and methods—such as direct action and minority voluntarism—in the formation of the future leader of Fascism. The study specifically focuses on the discrepancy between contemporary 1903 documentation and the later narrative constructed by Bertoni in 1942. The latter, despite chronological errors, reveals an attempt at “cultural expropriation” aimed at reclaiming the autonomy of anarchism from Mussolini’s methodological parasitism. The paper concludes by examining the honorary doctorate awarded to Mussolini in 1937, interpreting it as the final outcome of an institutional amnesia contrasted with the strained militant memory preserved in the Lausanne archives.

Note e discussioni/Notes and Discussions

Elena Gaetana Faraci, Università degli Studi di Catania; ORCID: 0000-0001-5783-803X; DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.07

LA STORIA DELLA POLIZIA IN ITALIA. NOTE E RIFLESSIONI SU ALCUNI STUDI RECENTI

Parole chiave: Pubblica Sicurezza, apparati amministrativi, polizie speciali, prosopografia, storiografia

A partire dagli ultimi decenni del Novecento, in Italia sono cresciuti gli studi sulla storia della polizia, un ambito cruciale per comprendere la costruzione dello Stato e, in particolare, i processi di consolidamento degli apparati amministrativi e il rapporto tra Stato e società. Il contributo presenta una riflessione su alcuni studi recenti che analizzano l’organizzazione, il funzionamento, la formazione, i saperi e l’attività della polizia, nonché i protagonisti e le polizie speciali. Il testo, pertanto, si concentra su quattro sezioni: la storia generale, la prosopografia, l’attività di polizia degli uffici decentrati e le polizie speciali.

(THE HISTORY OF THE POLICE IN ITALY. NOTES AND REFLECTIONS ON SOME RECENT STUDIES)

Keywords: Public Security, administrative bodies, special police forces, prosopography, historiography.

In recent decades, the study of the history of the police has grown in Italy. This is a crucial field for understanding the development of the State, particularly the establishment of administrative bodies and the relationship between the State and society. This contribution reflects on recent studies that analyse the organisation, functioning, training, knowledge, and activities of the police, as well as key figures and special police forces. The text is therefore divided into four sections: general history; prosopography; the policing activities of decentralised offices; and special police forces.

Cronache e notizie/ Chronicles and news

Leonardo Angeletti, Università degli Studi di GenovaUniversità degli Studi di Palermo;

ORCID: 0009-0008-5853-0385

Emiliano Di Antonio, Università degli Studi di GenovaUniversità degli Studi di Palermo

ORCID: 0009-0008-3570-9112

DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.08

SPAGNA E ITALIA DI FRONTE AL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA 1975-2004 – Convegno internazionale (Roma, 5-6 febbraio 2026)

(SPAIN AND ITALY FACING THE EUROPEAN INTEGRATION PROCESS 1975-2004 – International Conference – Rome, February 5-6, 2026)

Recensioni/Reviews

DOI: https://doi.org/10.69087/STORIAEPOLITICA.XVIII.1.2026.9

Storia e Politica XVIII n 1-2026 Recensioni