Giustizia consensuale

 
Rivista abbonamento 
 
Autore rivista AA.VV.
 
ISSN 2785-0994
 
Numero dei fascicoli 2
 
 

 

 

I tempi correnti mostrano con evidenza come il tema della giustizia consensuale stia guadagnando crescente attenzione a livello non solo nazionale ma anche globale. Di estrema attualità, esso lancia numerosi interrogativi che intersecano ambiti e discipline diverse. In questo risiede la ragione di una nuova Rivista semestrale dedicata alla ‘Giustizia consensuale’, diretta da Silvana Dalla Bontà (Università di Trento) e Paola Lucarelli (Università di Firenze), volta ad ospitare contributi, in lingua italiana ed inglese, che affrontino da prospettive differenti le molte questioni che questo tema pone. Con approccio interdisciplinare ed inclusivo, la Rivista mira ad indagare il significato di una giustizia consensuale, il suo rapporto con la giustizia offerta dalle corti e le potenzialità della complementarità, anziché contrapposizione e reciproca esclusione, di queste due giustizie. Le questioni sottese a tale indagine sono quelle – sempre attuali – interenti al rapporto tra autonomia privata e giustizia ed alla possibilità di una justice in many rooms che riesca a diventare partecipativa, integrativa, riparativa e promotrice di coesione e riconciliazione sociale. Parlare di giustizia consensuale significa così toccare temi centrali di molte discipline: la genesi e gestione del conflitto; il ruolo della giustizia resa dalle corti e, in essa, di tutti i suoi protagonisti, e cioè giudice, avvocati e parti; l’empowerment dei soggetti coinvolti nel conflitto verso una sua soluzione responsabile; le sfide culturali, sociali e giuridiche portate dalla globalizzazione, e così dal contenzioso transfrontaliero; quelle occasionate dalle nuove tecnologie, al contempo esponenziali generatrici di controversie ma anche emergenti strumenti di loro soluzione. Si tratta di questioni prive di una risposta definitiva, ma che la Rivista Giustizia consensuale si propone di affrontare in un dialogo aperto tra saperi contribuendo così al dibattito sul fenomeno del conflitto e su valore e significato di giustizia.


In recent years, the debate surrounding consensual justice has received increasing attention in the national and international arenas and raised a broad array of questions. In the pressing need to observe this phenomenon from different perspectives lies the rationale behind the biannual journal Giustizia consensuale, which features contributions in both Italian and English.By adopting an interdisciplinary and holistic approach, the journal aims to investigate the meaning of consensual justice, its relation with judicial justice, and the potential for integrating – rather than contrasting – these two forms of justice.This investigation is premised on the relationship between justice and private autonomy as well as forms of integrative, participatory, and restorative justice. By being particularly suited for meeting the needs of an increasingly complicated and multi-faceted society, these forms of justice ultimately promote social cohesion and reconciliation.Consensual justice, as complementary to judicial justice, touches upon several aspects of the law. On the one hand, it tackles the genesis of the conflict, its dynamics and management strategies, and the growing need of party-empowerment; on the other, it extends to the role of judicial justice and its key-players (judges, attorneys, and parties), the challenges of globalisation and cross-border disputes, and technology as both the impetus of new types of dispute and a source of conflict resolution tools.In an extremely complex and rapidly changing landscape there are no easy and definitive answers to these issues. Against this backdrop, Giustizia consensuale strives to make a valid contribution to the discourse on conflict and the meaning of justice by fostering an interdisciplinary dialogue which encompasses both theory and practice.


Codice etico

Il Codice etico della Rivista semestrale “Giustizia consensuale” si ispira a quello per le pubblicazioni elaborato dal COPE Best Practice Guidelines for Journal Editors: https://publicationethics.org/guidance/Guidelines).

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Gli organi editoriali della Rivista (Direzione e Comitato Scientifico) assicurano la correttezza delle procedure ai fini della valutazione, della accettazione o del rifiuto dei contributi proposti dagli autori. Essi garantiscono, in particolare, il procedimento di referaggio secondo il sistema c.d. di doppio cieco (double blind), assicurando l’anonimato reciproco di referee e autore. Gli organi editoriali evitano ogni conflitto di interessi e discriminazione. Gli organi editoriali, assistiti dal Comitato Editoriale, qualora ravvisino, o siano informati, di errori o imprecisioni gravi, conflitto di interessi o plagio in un contributo sottoposto per la pubblicazione, o pubblicato, ne informerà l’Autore e l’Editore, intraprenderà le azioni necessarie a chiarire la questione e, qualora necessario, inviterà a ritirare il contributo o appronterà un erratum.

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Il revisore assiste la Direzione della Rivista nel processo di valutazione dei contributi sottoposti dagli autori, rispettando i tempi assegnati. La revisione deve essere condotta obiettivamente, tramite argomentazioni chiare e documentate. Qualora non si senta adeguato al compito proposto o sappia di non poter leggere e valutare il contributo nei tempi richiesti, il revisore è tenuto a comunicarlo tempestivamente alla Direzione. Il revisore non accetta manoscritti nei confronti dei quali abbia conflitti di interesse. Il revisore si attiene ai seguenti requisiti etici: contributo alla decisione degli organi editoriali; rispetto dei tempi; riservatezza. Il referaggio è finalizzato, ove possibile, a consentire all’autore di migliorare il proprio contributo. Ove ravvisi carenze bibliografiche o documentali nel contributo valutato, il revisore è tenuto a indicarle all’autore. Il revisore si impegna a segnalare alla Redazione eventuali sovrapposizioni o somiglianze del testo valutato con altre opere già pubblicate.