Descrizione
Chiudila tutta
non voglio la luce
Ma è mattina, dico,
un po’ di luce entra.
Allora creami la notte, dice.
Spingi fino in fondo.
Anche tu.
Mycelia sono i poeti, l’apparato vegetativo, involontario del mondo, o il mondo stesso. Come i miceli sono formati da un intreccio di filamenti uguali e diversi che si diramano quasi sempre non visti nel terreno. Per sopravvivere hanno l’urgenza di unirsi tra loro, così fruttificano. Se ben nutriti, in ambiente favorevole, i miceli possono crescere a ritmi inverosimili. Così la loro poesia.
Come nel Cantico dei cantici; o come nei selvaggi canti berberi; come nei lunghi poemi erotici medievali è difficile in questi versi distinguere l’atto carnale dal fatto spirituale: essere presi fino in fondo nella carne, se è vero quanto afferma Plotino che Dio è un orgasmo, non può essere che l’operazione di un nume. Le estasi delle Sante e dei Santi nelle pale d’altare del Rinascimento testimoniano ancora oggi, del resto, che non esiste altro indiamento se non nella resurrezione della carne.
Giulio Miele (Benevento, 2002) è laureando in Storia presso l’Università Federico II di Napoli. Suoi testi sono apparsi su La Repubblica (rubrica “La bottega della poesia”) e in diverse antologie, tra cui A cadenza di cinque (Bertoni Editore), A come l’altro (Perrone Editore) e AlterNapoli (AliRibelli Edizioni). È membro del direttivo di Libera Poesia Contemporanea. Educazione sentimentale è la sua opera d’esordio.





