Descrizione
Raffaele Sbrescia (1926-2015), Prefetto di 1a classe, Cavaliere di Gran Croce, Prefetto in Lucania, nel Sannio, in Irpinia. Commissario alla Provincia, al Comune e alla USL di Avellino, Giudice del TAR, Difensore civico, Giudice di Pace, Presidente dell’Osservatorio urbanistico della Campania, Presidente del CORECO di Napoli e Vicepresidente del Coordinamento naz.le dei CORECO.
Vincenzo M. Sbrescia, Avvocato, PhD in amministrazione e regolazione, specialista in diritto amministrativo e public management all’ENA di Parigi, dirigente sindacale e già Amministratore locale e dirigente politico.
Lucia Sbrescia, docente, laureata in materie letterarie e vigilanza scolastica, master in competenze pedagogiche e manageriali, già Assessore com.le all’istruzione e alla cultura.
Daniela Sbrescia, Viceprefetto, PhD in diritto pubblico dell’economia, specialista in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione. Ha lavorato alla Prefettura di Roma e di Milano, ha coordinato la Segreteria del Vicecapo della Polizia ed è stata subcommissaria alla Provincia di Caserta e Presidente dell’Agenzia sulla qualità e le politiche sociali e della Commissione prov.le per l’impiego.
Sono qui presentati gli atti del convegno intitolato “Ricordando il Prefetto Raffaele Sbrescia” (tenuto il 24 giugno del 2017), oltre che vari scritti raccolti in seguito, che contribuiscono a delineare il profilo di un Servitore delle Istituzioni. La figura di Sbrescia, il Prefetto gentiluomo, è stata tratteggiata da vari autori che ne hanno colto la nobiltà d’animo, il garbo innato, la signorilità, l’umanità. Sono state descritte le capacità gestionali, l’operatività, la concretezza. Di Sbrescia è stato, anche, ricordato lo stile prefettizio rigoroso, equilibrato, la saggezza amministrativa, la competenza tecnico-giuridica e l’attitudine alla mediazione tra l’esigenza di esercitare l’autorità dello Stato e la necessità di dare risposte alle istanze socioeconomiche delle comunità. Come ha precisato nella postfazione il Consigliere della SVIMEZ Prof. Sergio Zoppi: “il volume presenta un uomo integerrimo, colto, gentile, appassionatamente dedito al proprio delicato lavoro, svolto come una missione. Ne rendono testimonianza un numero elevato di personalità, ciascuna tratteggiando aspetti peculiari di una vita dedita al dovere, ai cittadini e alla famiglia”. Emerge, quindi, “il ritratto di un raro Servitore dello Stato”.





