Lo statuto giuridico dei crediti “non-volontari”

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Autore: Guglielmo Bevivino
Pagine: 310
Collana: Studi di attualità giuridiche
Anno: 2026

 

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ISBN: 9791223504680 COD: 9791223504680 Categorie: , Tag:

Descrizione

Guglielmo Bevivino è attualmente professore associato presso il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università degli studi di Milano Bicocca dove insegna diritto di famiglia e diritto privato. Ha conseguito, all’unanimità, l’abilitazione scientifica a professore di prima fascia e il dottorato in scienze giuridiche presso il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università degli studi di Firenze; si è formato presso prestigiose università italiane e straniere. È autore di cinque lavori monografici e di oltre ottanta pubblicazioni che spaziano dal diritto contrattuale al diritto di famiglia, dal diritto delle obbligazioni al diritto della responsabilità civile. È stato anche membro del Comitato degli esperti dell’Ufficio del Presidente del Consiglio dei ministri.

Il tema dei crediti involontari è stato poco trattato dalla letteratura giuridica e dal formante giurisprudenziale. I pochi studi che si sono occupati di questo controverso argomento si sono concentrati, in realtà, prevalentemente sul superamento dello schermo della personalità giuridica degli enti collettivi, al fine di garantire un maggiore grado di tutela ai creditori sociali; in altre ricostruzioni i crediti involontari vengono di fatto assimilati invece alle fonti delle obbligazioni richiamate e tipizzate dall’art. 1173 c.c. Questa ricerca tende, invece, ad utilizzare l’espressione credito involontario per individuare una serie di ipotesi nelle quali il rapporto obbligatorio origini al di là ed a prescindere da una esplicita manifestazione di volontà. La selezione delle “fattispecie” rilevanti è quindi compiuta includendo figure quali le obbligazioni legali ed escludendone, al contempo, altre come, ad esempio, il c.d. contatto sociale, sovente impiegato quale strumento di contrattualizzazione della responsabilità extracontrattuale. Superato lo scoglio selettivo, il lavoro si è concentrato sul tema della disciplina: si è cercato di tratteggiare uno statuto giuridico organico, partendo proprio dall’analisi relativa all’applicabilità del modello di cui all’art. 1218 c.c., per poi proseguire con lo studio di ulteriori modelli regolamentari, quali quello probatorio e quello volto all’applicazione, rispetto al tema delle clausole generali, della distinzione concettuale e applicativa fra giudizi di fatto e giudizi di diritto.

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