Descrizione
Lorenzo Dorato è dottore di ricerca in Economia politica e metodi quantitativi, collaboratore di ricerca presso l’ISSiRFA (CNR), docente a contratto di economia politica presso l’Università LUMSA di Roma e docente a contratto di Scienza delle finanze ed altre discipline affini presso l’Università Telematica Internazionale Uninettuno di Roma.
I suoi principali interessi di ricerca spaziano dallo Stato sociale ai sistemi previdenziali, dai rapporti tra Stato e mercato alle politiche industriali includendo il ruolo dell’impresa pubblica, i processi di privatizzazione e liberalizzazione e le politiche di ricerca e innovazione.
Da oltre tre decenni il sistema di sicurezza e previdenza sociale costruito nel corso del Novecento, in Italia come nel resto dei Paesi europei, è oggetto di cambiamenti radicali che ne stanno deformando la struttura e depotenziando il grado di universalità.
La riduzione delle prestazioni pensionistiche legate al passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo in presenza di salari bassi e carriere precarie e discontinue e l’aumento continuo e inesorabile dell’età pensionabile con l’eliminazione di ogni forma di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro hanno determinato un grave vulnus alla capacità del sistema previdenziale di garantire condizioni di vita dignitose alle presenti e future generazioni non in età da lavoro.
Questi mutamenti si inseriscono in un contesto complessivo di trasformazione radicale, tutt’ora in atto, del ruolo dello Stato da baluardo dei diritti sociali intesi in senso ampio a fornitore di ultima istanza di servizi destinati ai soli bisogni essenziali in senso meramente assistenzialistico.
è in questo quadro storico di fondo che si innestano i temi di questo volume. L’idea che lo ha generato nasce da una vicenda dal significativo contenuto sociale e politico che ha ad oggetto due reclami contro lo Stato Italiano, presentati tra il 2018 e il 2019, dal Sindacato autonomo dei pensionati (SAPENS/ORSA) al Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) cui sono seguite le relative pronunce del Comitato. Entrambe affrontano da prospettive radicalmente asimmetriche due temi di cruciale importanza nel panorama della sicurezza e della previdenza sociale in Italia: le continue riduzioni delle percentuali di indicizzazione delle pensioni all’inflazione e l’entità delle pensioni di reversibilità ai superstiti soggette dal lontano 1995 ad un ridimensionamento che ne ha drasticamente depotenziato la funzione sociale.
Proprio questa flagrante asimmetria di prospettiva ha spinto gli autori di questo contributo a voler offrire una chiave interpretativa del significato e delle gravide implicazioni politiche della pronuncia del CEDS che dimostra, ancora una volta, come la sfera dei diritti sociali e del lavoro sia oggi esplicitamente sacrificata di fronte a esigenze, ritenute superiori, di rispetto degli autoimposti vincoli di finanza pubblica.





