Descrizione
Nel corso dell’ultimo decennio, la progressiva armonizzazione del diritto sostanziale europeo ha posto la Corte di giustizia dell’Unione europea dinanzi a una sfida sempre più pressante: garantire l’interpretazione uniforme del diritto dell’Unione in dialogo – e talvolta in tensione – con gli istituti processuali degli ordinamenti nazionali. In questo scenario, il principio dell’autonomia procedurale ha conosciuto una stagione di profonda trasformazione, che ne ha ridefinito i confini e rivelato le contraddizioni interne.
Il volume raccoglie i contributi di studiosi che indagano se e in quale misura l’autonomia procedurale si sia evoluta – in senso espansivo o restrittivo – tanto sul piano dei singoli istituti quanto su quello dei rapporti tra giurisdizioni nazionali e Corte di Lussemburgo.
I temi spaziano dall’intangibilità del giudicato e dall’ipotesi di revocazione per contrasto con il diritto europeo, ai nuovi poteri del giudice dell’esecuzione nella tutela del consumatore; dal procedimento d’ingiunzione fino all’emersione di una litispendenza europea potenzialmente confliggente con quella nazionale. Sullo sfondo, una giurisprudenza della Corte di giustizia i cui effetti evocano la logica dello stare decisis, e una Corte costituzionale lontana dal ricorrere ai controlimiti.
Ne emerge una lettura critica delle tensioni e delle potenzialità che caratterizzano la stagione attuale del processo civile e della giustizia amministrativa, in Italia come negli altri Stati membri.
Giuseppe Ruffini, professore ordinario di diritto processuale civile (Università degli Studi Roma Tre), avvocato.
Maria Alessandra Sandulli, professoressa ordinaria di diritto amministrativo (Università degli Studi Roma Tre), avvocato. È giudice della Corte costituzionale.
Manfredi Latini Vaccarella, dottore di ricerca in diritto processuale civile (Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ e Université Paris-Panthéon-Assas), avvocato.





