Descrizione
Diritto e musica possono essere assunti come oggetto di un’indagine comune nella prospettiva, ormai consolidata, degli studi di Law and Humanities e, più specifi camente, secondo quella vocazione interdisciplinare che è quasi costitutiva della comparazione giuridica. In questo senso, ad interessare non è tanto la disciplina giuridica del fenomeno musicale, quanto piuttosto il complesso di modalità attraverso le quali la musica può offrire una peculiare chiave di lettura del diritto, delle sue tradizioni e delle culture giuridiche nelle quali esso si forma e si trasforma. Interpretazione, rappresentazione, costruzione simbolica dell’autorità e della giustizia, processi di formazione e mutamento delle identità collettive costituiscono terreni sui quali l’esperienza giuridica e quella musicale possono essere poste utilmente in relazione. La musica diviene così non già un semplice oggetto esterno al diritto, ma uno degli strumenti attraverso i quali osservarne la dimensione culturale, interpretativa e sociale.
Da questa prospettiva muovono i contributi raccolti in quest’opera, suddivisa in due volumi, esito del III Seminario annuale dell’Associazione di Diritto pubblico comparato ed europeo, svoltosi il 12 e 13 giugno 2025 presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria, nella sede comasca di Sant’Abbondio. Il percorso si articola lungo tre direttrici che ne costituiscono insieme il metodo e il fi lo conduttore: Law as Music, che mette a confronto interpretazione giuridica e interpretazione musicale; Law in Music, che ricerca nelle opere e nei generi musicali le immagini del diritto, del potere e della giustizia; Law by Music, che guarda alla musica come forza capace di precedere, accompagnare e talvolta imprimere movimento alle trasformazioni politiche e sociali.
Ne risulta un itinerario comparatistico attraverso epoche, ordinamenti e linguaggi musicali assai diversi: dall’opera lirica alla canzone d’autore, dal jazz al rap e al punk, dagli inni nazionali alle musiche di protesta; dall’ermeneutica e dalla giustizia costituzionale alle identità collettive, ai diritti, alle discriminazioni, alle rivoluzioni e ai processi di emancipazione. Oltre sessanta contributi restituiscono così una materia sorprendentemente vasta, nella quale il rapporto tra diritto e musica viene indagato come relazione tra forme culturali capaci, con strumenti differenti, di rappresentare, interpretare e concorrere alla trasformazione dei signifi cati normativi, delle categorie politico-costituzionali e delle esperienze collettive nelle quali gli ordinamenti trovano concreta espressione.
Giorgio Grasso, Ordinario di Diritto Costituzionale e Pubblico, Università degli Studi dell’Insubria.
Rolando Tarchi, Ordinario di Diritto Pubblico Comparato, Università di Pisa.
Luigi Testa, Associato di Diritto Pubblico Comparato, Università degli Studi dell’Insubria.






