Descrizione
L’autore, attraverso una narrazione scorrevole, ci racconta la storia della sua famiglia che parte dalla seconda metà del Settecento quando un monaco benedettino, Matteo, lascia gli abiti monacali a seguito delle leggi di Giuseppe Bonaparte, divenuto re di Napoli, che, per sanare le casse del regno, abolisce gli ordini religiosi di San Bernardo, San Benedetto e altri incamerando nel demanio tutti i loro beni. Descrive con dovizia di particolari la vita che si svolge nel paese di origine di Matteo, Cannicchio, nel monastero di Sant’Arcangelo a Perdifumo e nel paese di Rutino,
nell’antico Cilento dove, l’antenato, capostipite di una grande famiglia, conduce la sua vita, tra tanti avvenimenti che, per la lotta contro il governo borbonico, agitano tutto il territorio tra la fine del Settecento e l’Ottocento. Palladino arriva fino agli anni 60 raccontando con passione anche del nonno Matteo che, proveniente da Rutino, si stabilisce a Vallo, attratto da cavalli e carrozze e qui riesce a mantenere, con il rigore che gli è congeniale, il dominio della sua numerosa famiglia dove lui ragazzo è inserito, attratto dalle tante storie che gli vengono raccontate.
Pantaleo Palladino (1949), medico appassionato della storia e delle tradizioni della sua terra e della sua famiglia, vive a Novi Velia, nel cuore del Cilento, con la moglie Rosanna e i figli Vincenzo e Maria Michela. Con Matteo è alla sua VII pubblicazione dopo I Maffia, Il giardino del Melangolo, Zomba ra cca’ e ra dda’, Il tempo dei Mainenti, Quell’estate a Viareggio, Storia di Novi Velia.





