Descrizione
Nel volume è esaminato l’ordinamento giuridico borbonico e, con particolare attenzione, la Gran Corte dei conti, la quale fu sia giudice contabile, sia organo di controllo e di gestione. Emergono spunti di assoluta “modernità” giuridica, come la previsione di cauzioni per i cassieri e i contabili, il cosiddetto “censo” per gli eleggibili, il “truglio” e tanti altri. Il tutto nella cornice del “Codice de lo Regno delle due Sicilie” che tenne fermi i princìpi liberali che il “decennio francese” aveva introdotto nel sistema borbonico. L’assetto delle amministrazioni locali su base elettiva, infine, limitava l’influenza della classe nobiliare e feudale. Su tutto gravò però la difficoltà di gestire le aspettative della Sicilia, con tensioni separatiste e collusioni mafiose. Non mancarono poi interventi assai negativi come la creazione delle Gran Corti speciali. Si contestualizza, infine, l’ordinamento nell’ambito della realtà sociale, politica ed economica del Regno delle due Sicilie, che mostrò eccellenze culturali ed industriali di rilievo in sostanziale continuità con un Regno che operò sin dal 1100, sia pur passando dagli svevi agli aragonesi, agli angioini e infine ai Borboni.
Da qualche tempo l’analisi storica ha sottolineato sempre più sia i punti di forza del regno borbonico sia i decisivi apporti di Francia ed Inghilterra, oltre che della massoneria, nel “gestire” il processo unitario italiano in modo da eliminare un pericoloso competitor con un mero accrescimento dello Stato piemontese. Quella che fu la conclamata aspettativa sull’erede Savoia come “padre della Patria” era solo il frutto di una ben orchestrata macchina propagandistica, ma non un valido punto di riferimento per gli altri stati preunitari e per le loro genti. Ed infatti formato lo Stato unitario Vittorio Emanuele II divenuto re così tardivamente e solo della Sardegna, con una ben nota matrice d’oltralpe che si esternava anche nell’uso corrente della lingua francese, mantenne tra l’altro la numerazione sabauda così rimarcando il carattere di estensione del dominio della Casa Savoia.
Attenzione viene data ad ulteriori argomenti come il ruolo degli ebrei e degli albanesi, dell’albinaggio e della stregoneria nel regno e prima ancora a quello delle Repubbliche marinare ed alla congiura dei Baroni e alle eccellenze del Regno, dalle officine di Pietrarsa alle Ville del Miglio d’oro, al Sito di San Leucio, del Teatro San Carlo e dell’Abergo dei poveri.
Negli ultimi decenni, ha avuto poi sempre maggior rilievo una rilettura più neutra ed oggettiva, spesso contrapposta a quella tradizionale, del processo unitario e dei fatti che lo accompagnarono. E nella presente edizione hanno così acquistato nuovo spessore le considerazioni relative alla appropriazione delle risorse finanziarie del Regno, con il correlato impoverimento delle classi abbienti meridionali e la conseguente impossibilità di continuare a sostenere le pur fiorenti attività imprenditoriali e commerciali.
Da ultimo, rinnovata attenzione hanno avuto episodi come la scomparsa in mare di Ippolito Nievo, gestore delle risorse finanziarie sicule, le parole di Vittorio Emanuele II in una lettera a Cavour nei confronti Garibaldi ed altro ancora. Briganti, brigantesse e soggetti lombrosiani integrano, infine, la presente trattazione. L’immagine del re sabaudo indicato nel periodo risorgimentale come un Re Galantuomo, ma al quale si devono i bombardamenti di Genova, di Gaeta e di Torino è da tempo in crisi. Si noti la revoca, nel 2017, della cittadinanza onoraria di Napoli al Cialdini per le “stragi […] del Mezzogiorno.”
Eugenio Francesco Schlitzer è stato per circa quarant’anni magistrato della Corte dei conti, concludendo il servizio come Procuratore generale. Collocato a riposo dal 1° gennaio 2018, è stato nominato, ad honorem, Presidente della Corte.
Per tre volte componente elettivo togato del Consiglio di presidenza e per due volte Segretario dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti, ha svolto anche il ruolo di Segretario Generale del Comitato Intermagistrature.
Ha presieduto i Collegi dei Revisori dell’Università Parthenope di Napoli, della Giustizia Tributaria e del Teatro Regio di Torino, è stato anche Magistrato controllore del Sisde, dell’Anac e di altri organismi.
Ha rappresentato l’Italia al Consiglio d’Europa nel 1996 ed è stato il primo italiano ad aprire la seduta della London Stock Exchange (il 17 febbraio 2015).
Professore a contratto di Contabilità di Stato presso le Università del Salento e di Torino, è stato docente nelle diverse Scuole Superiori delle PP.AA., locali e statali, e delle Forze Armate, nonché in Università estere e nazionali tra cui, da ultimo, l’Università Roma Tre, dove attualmente è il responsabile scientifico del modulo sulla responsabilità erariale nel Master in “Responsabilità della pubblica amministrazione e del pubblico funzionario”.
Relatore a numerosissimi convegni e congressi anche internazionali, è componente del Comitato scientifico della Rivista Nuova Etica Pubblica e socio della Fondazione Astrid.
È autore del tomo I (Organismi e controlli pubblici. La Corte dei conti) del Trattato di contabilità pubblica (2021, accresciuto e aggiornato nel 2025); ha contribuito al Manuale di Contabilità di Stato di G. Correale (1993), nonché al Trattato sui contratti pubblici (2008) e al Codice dell’Azione amministrativa (2011), entrambi a cura di M.A. Sandulli; è curatore dei volumi Il sistema dei controlli nelle Pubbliche amministrazioni (1999), L’evoluzione della responsabilità amministrativa (con F. Pasqualucci; 2002), Trattato sulla nuova configurazione della giustizia contabile (con C.M. Mirabelli; 2018), L’evoluzione della contabilità e della finanza pubblica. Scritti in memoria di Luigi Giampaolino (con E. Labella; 2023), nonché Prospettive di riforma del diritto contabile a trent’anni dalle leggi 19 e 20 del 1994. Atti del convegno di Roma del 5 luglio 2024 (con E. Labella; 2025).
Nel gennaio 2023 ha pubblicato il presente volume, ora incrementato specie nel profilo storico.





