Descrizione
Federico Lucarini insegna Storia delle istituzioni politiche presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Alessandria. Inizialmente ha indirizzato la propria ricerca alla ricostruzione dei presupposti teorici, in Italia, in Germania e Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che avevano presieduto all’affermazione del protagonismo delle grandi città (Scienze comunali e pratiche di governo in Italia (1890-1915), Giuffrè, 2003). Ha, quindi, sottoposto ad indagine un caso di studio, esaminato nel contesto più ampio della storia economica e sociale (Governare il Municipio. Poteri locali e dinamiche istituzionali a Prato da Depretis a Giolitti (1880-1901), Quodlibet, 2004)). Non meno rilevanti – anche perché prescindono dal più ristretto ambito disciplinare – altre due pubblicazioni, ovvero Il filosofo e il suo doppio. Cesare Luporini tra politica e cultura, Carocci, 2019, nonché Karl Marx nel XXI secolo. Narrazioni, interpretazioni, prospettive, Castelvecchi, 2021.
L’opera ripercorre tre percorsi volti a mostrare al lettore in che cosa consistessero le diverse declinazioni del liberalismo italiano. La prima propone le discussioni che videro protagonisti (dal 1861 al 1891) i principali esponenti prima della Destra e poi, dopo il marzo del 1876, della Sinistra, infine, dal 1887 al 1891 (data che segna, quest’ultima, una cesura epocale), di fautori e oppositori di Francesco Crispi. La seconda individua in due temi frequentati sì dagli studiosi, ma in anni oramai lontani, altrettanti nodi di non facile scioglimento come quelli delle due endiadi accentramento/discentramento e politica/giustizia. La terza ricostruisce il profilo pubblico e privato di Marco Minghetti, Silvio Spaventa, Ruggiero Bonghi, campioni diversi e, tuttavia, per non pochi aspetti simili, della classe di governo liberale. L’autore attinge a una storiografia anche desueta, indispensabile qualora si voglia tentare una ricostruzione, almeno tendenzialmente esaustiva, di un universo intellettuale che non sembra interessare più gli storici, come attesta il fatto che, con l’eccezione recente di Fulvio Cammarano, l’ultimo libro consacrato al liberalismo come fenomeno generale – quello di Raffaele Romanelli – risale al 1979.





