Descrizione
In un secolo d’intensa divisione ideologica, la controversia che per quarant’anni oppose Hans Kelsen al suo allievo ribelle Eric Voegelin ha assunto un carattere esemplare per la teoria del diritto, la filosofia politica e la storia delle idee. Attaccando frontalmente, nella prima metà degli anni Venti del XX secolo, il formalismo della kelseniana “dottrina pura del diritto” in nome di un fondamento ‘essenziale’ della comunità politica, Voegelin fu il primo a dar vita al confronto. Si delinearono così due orientamenti inconciliabili: dal lato di Voegelin, un sistema speculativo fondato sulla valorizzazione della tradizione e della religione, sull’intuizione come modalità conoscitiva e sul carattere destinale della storia; dal lato di Kelsen, una razionalità geometrica e laica, fondata sul rigetto di ogni metafisica normativa che trova in questo “gran rifiuto” il principio di un ordinamento aperto e democratico posto contro ogni tentativo ‘teologizzante’ d’istituzione dell’ordine politico.
Nel mezzo, la crisi dell’Europa liberale uscita da Versailles, l’ascesa dei fascismi, una guerra (anche ideologica) spaventosa e in seguito le difficoltà della ricostruzione: momenti che hanno marcato in profondità la biografia e la produzione intellettuale tanto di Kelsen quanto di Voegelin. Nella loro aspra dialettica si ritrovano alcuni dei principali temi e problemi del nostro tempo: l’origine del diritto e il suo scopo, il valore della democrazia, il ruolo della ragione nell’organizzazione della società.
Messi l’uno di fronte all’altro, questi due sistemi di pensiero costituiscono due alternative filosofico-politiche che sfondano l’orizzonte di senso della propria epoca e proiettano nel nostro presente e nel nostro futuro l’importanza e la complessità del fondamento dell’ordine.
François Lecoutre (1990), professore ordinario di Diritto pubblico all’Università di Poitiers, è teorico del diritto e storico del pensiero politico e giuridico. Recentemente ha co-diretto un volume collettaneo dal titolo Les cercles viennois de l’entre-deux-guerres (2024) e ha pubblicato sulla rivista «Éthique, Politiques, Religions» il saggio Aristote, agent de propagande macédonien? Lecture critique d’une hypothèse de Hans Kelsen (2025). Ha inoltre tradotto in francese e presentato due importanti scritti di Hans Kelsen: Une nouvelle science du politique. Une réplique au livre d’Eric Voegelin (2021) e Religion séculière. Une polémique contre la mésinterprétation de la philosophie sociale, de la science et de la politique modernes en tant que « nouvelles religions » (2023). Questa è la traduzione (parziale) della sua monumentale e pluripremiata tesi di dottorato pubblicata in un volume monografico di oltre mille pagine nel 2020.





