Descrizione
La memoria è il nostro futuro, questo il titolo che abbiamo dato ai progetti per celebrare il Bicentenario del Museo Egizio; lo stesso vale per la pubblicazione in cui Andrea Goldstein rievoca le lontane vicende dei Giochi invernali di Cortina del 1956. Passando per Torino 2006, fino a Milano Cortina 2026, un bellissimo viaggio per celebrare la storia olimpica dell’Italia.
Evelina Christill
Primo Vice Presidente del Comitato Organizzatore di Torino 2006
President of the Museo Egizio
Andrea Goldstein completa la sua trilogia sull’economia politica dello sport globale con questa storia delle Olimpiadi invernali del 1956. È ineguagliabile nella capacità di sintetizzare le numerose e complesse questioni in gioco – diplomatiche ed economiche, sociali e politiche, economiche e ambientali, locali e globali – per offrire al lettore un bell’esempio di quel tipo di giudizio ragionato, tanto raro quanto necessario nelle nostre democrazie.
Patrick Clastres
Professore di storia dello sport internazionale e direttore del Centro per gli studi olimpici e la globalizzazione dello sport, Università di Losanna
Andrea Goldstein ha contribuito moltissimo alla nostra comprensione della storia dello sport. Qui affronta un’Olimpiade invernale quasi dimenticata e racconta una storia che rivela molto sia sull’Italia del dopoguerra che sulla Guerra Fredda in senso più ampio, il tutto scritto con una prosa chiara e scorrevole. Capisce che lo sport è importante in sé, ma è anche sempre più di uno sport.
Simon Cooper
Editorialista del “Financial Times”; coautore di “Soccernomics”
Andrea Goldstein, an economist with a long career in various international organizations, recently published Il potere del pallone. Economia e politica del calcio globale (il Mulino 2022; Spanish edition Rialp 2023) and Quando l’importante è vincere. Politica ed economia delle Olimpiadi (il Mulino 2024).
Tenley Albright – che aveva iniziato a pattinare da bambino per riprendersi dalla poliomielite e vinse la medaglia d’oro nonostante un grave infortunio pochi giorni prima della gara – e il principe Bertil di Svezia – che fece in modo che al suo ricevimento di gala fossero invitati i saltimbanchi e i conducenti di slittino. Toni Sailer – che entrò nella storia vincendo tutte le gare di sci alpino con un margine mostruoso – e Sophia Loren – che arrivò con il poco necessario per un paio di giorni stipato in sette bauli rosso fuoco. Eugenio Monti – che sulla pista di bob di casa raccolse i primi allori di una carriera che si concluse 12 anni dopo, a 40 anni, con due medaglie d’oro olimpiche – e Lester Rodney – che in piena Guerra Fredda raccontò i trionfi sovietici per il quotidiano del Partito Comunista Americano. Questi sono solo alcuni dei protagonisti delle prime Olimpiadi organizzate in Italia, nel pieno del boom economico, appena 11 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma furono anche i primi ad essere trasmessi in diretta televisiva, i primi in cui una donna lesse il giuramento degli atleti, i primi in cui le due Germanie gareggiarono sotto la stessa bandiera, i primi con un forte coinvolgimento imprenditoriale. La storia di Cortina 1956 spazia dallo sport all’economia, dalla politica alla vita sociale, in un viaggio ideale che da quegli indimenticabili Giochi conduce a Milano Cortina 2026.





