Autonomie territoriali, riforma del bicameralismo e raccordi intergovernativi

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N. Pagine: 352
Collana: Temi giuridici ed economici
Anno di pubblicazione: 2018
Materia: Diritto costituzionale

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Descrizione

Le dinamiche territoriali dei contemporanei ordinamenti costituzionali rappresentano oggi un nodo problematico difficile da risolvere. Sia la costruzione di spazi di autonomia rigorosamente garantiti sia il riconoscimento di una qualche forma di superiorità all’indirizzo politico centrale su quello che matura in periferia appaiono strade non prive di inconvenienti, potendo portare da un lato alla opposizione di poteri di veto rispetto ad importanti politiche di interesse generale, e, dall’altro, alla imposizione di sacrifici territorialmente localizzati in nome benefici generalizzati. Italia e Spagna non fanno eccezione, ed anzi è possibile dire che – sia pure attraversando vicende non poco differenti – sono ambedue nel mezzo di una “crisi territoriale” di non poco conto. È opinione diffusa che da tali crisi non si possa uscire senza efficaci mezzi di collaborazione tra centro e periferia. Pur accomunate dall’esistenza di istituzioni di collaborazione intergovernativa, sono caratterizzate da un diverso ruolo del Senato: a vocazione territoriale nel secondo, sostanzialmente omologo alla Camera bassa nel primo. Proprio la considerazione congiunta delle vicende italiane e spagnole però suggerisce chiaramente l’esistenza di un ulteriore ordine di difficoltà: non è sufficiente predisporre strumenti istituzionali di raccordo territoriale per risolvere la crisi. Questi strumenti possono infatti essere calibrati in modi differenti l’uno dall’altro, e lo studio del diritto comparato mostra come sia molto difficile trovare esperienze soddisfacenti. Gli scritti raccolti in questo volume mettono a fuoco diversi aspetti di tale questione, con specifico riferimento all’ordinamento italiano e a quello spagnolo, nella speranza di contribuire alla individuazione di una strada che possa condurre al di fuori dalle secche che, in diverso modo, contraddistinguono l’una e l’altra esperienza.

Josep Maria Castellà Andreu è professor titular di Diritto costituzionale presso l’Università di Barcellona, ed è inoltre accreditato come catedrático. Dirige il Grupo de Estudios sobre Democracia y Constitucionalismo (GEDECO) ed è membro, per la Spagna, della “Commissione di Venezia” del Consiglio d’Europa. È autore di monografie, saggi e articoli su temi quali democrazia e partecipazione, autonomie territoriali e federalismo comparato.

Simone Pajno è professore di Diritto costituzionale presso l’Università di Sassari, nella quale insegna Diritto costituzionale delle autonomie territoriali e Diritto costituzionale dell’ambiente e del paesaggio. È stato assistente di studio alla Corte costituzionale e vice capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’ambiente. È autore di monografie, saggi e articoli su temi vari del diritto costituzionale, quali autonomie territoriali, interpretazione costituzionale e giustizia contabile.

Guido Rivosecchi è professore di Diritto costituzionale alla LUMSA, presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Palermo, dove insegna anche Diritto pubblico, dopo aver insegnato nelle Università di Napoli “Parthenope” e del Salento. È stato assistente di studio alla Corte costituzionale. È autore di scritti su temi inerenti a Parlamento e fonti del diritto, giustizia costituzionale, autonomie territoriali, finanza e contabilità pubblica.

Giuseppe Verde è professore di Diritto costituzionale presso l’Università statale di Palermo. È stato membro della commissione paritetica per la determinazione delle norme di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana, ed attualmente è membro del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana. È autore di scritti su temi inerenti, tra l’altro, a fonti del diritto, magistratura e autonomie territoriali.

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