Descrizione
«Ci sono libri che non si limitano a raccontare il pensiero di un autore, ma che ci costringono a rimettere in moto le sue domande fondamentali. Questo è uno di quei libri. Qui la cittadinanza non è affrontata come una formula astratta: è la misura concreta della libertà, è il modo in cui i diritti vivono o muoiono a seconda di come si distribuisce il potere pubblico. È questo, oggi come ieri, il cuore della lezione di Montesquieu, che non appartiene al passato, confinato tra i libri delle biblioteche. Ma è parte di un presente che continua a interrogare il nostro modo di pensare il potere, i suoi limiti, la sua distribuzione. Perché la libertà, ci ricorda la riflessione di Montesquieu, non è mai un bene garantito per sempre, ma l’effetto di un’architettura politica che spezza la concentrazione del potere, la frantuma, la distribuisce. Il cuore di questo lavoro è proprio quello di riportarci al cuore fragile della cittadinanza, della divisione dei poteri, dello Stato di diritto. Non come concetti astratti o come definizioni accademiche, ma come tensioni vitali che plasmano, oggi come allora, la forma della libertà».
(dalla prefazione di Ernesto Maria Ruffini)
Antonio Merlino insegna nell’Università «Paris Lodron» di Salisburgo e svolge ricerca giuridica nella Segreteria generale della Provincia autonoma di Bolzano.
In Austria ha conseguito l’abilitazione come Professore ordinario in Rechtsphilosophie (con venia piena) e in Italia come Professore di seconda fascia in Storia del diritto medievale e moderno.
Si è formato a Salisburgo, dove si è addottorato con lode in «Rechtswissenschaften» e a Napoli, dove ha conseguito il dottorato con lode in «Scienze giuridiche» nell’Università «Suor Orsola Benincasa».
Studioso di formazione europea, ha pubblicato molti libri tra i quali Montesquieu. Eine Perspektive (de Gruyter, 2020), Kelsen im Spiegel der italienischen Rechtslehre (Peter Lang, 2013) e, per i nostri tipi, Storia di Kelsen (2012) e La storia e lo Stato di potenza (2025). I suoi saggi sono editi dalle più rinomate riviste scientifiche. Come traduttore ha curato la versione italiana del primo libro di Hermann Heller su Hegel e lo Stato di potenza in Germania (Il Formichiere, 2021) e del libro di Michael Thaler Diritto e società di massa (Cedam, 2013). Per la stampa quotidiana svolge un’intensa attività da editorialista.





